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Energia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Maria Rispoli   
Giovedì 17 Marzo 2011 19:36

Fin dall’antichità l’uomo ha utilizzato la forza delle proprie braccia come fonte di energia per cacciare, raccogliere i frutti spontanei, spostarsi. In seguito, quando imparò a coltivare la terra, il suo fabbisogno energetico aumentò notevolmente, tanto è vero che imparò ad assoggettare al lavoro gli animali per sfruttare l’energia muscolare.

Nel corso della storia l’uomo ha fatto più volte ricorso anche all’energia muscolare dei propri simili, e non sempre dietro compenso; non va dimenticato che la schiavitù è stata in tempi passati alla base di diverse forme di organizzazioni sociali; attraverso la schiavitù si è sempre cercato di reperire energia muscolare a buon mercato, praticamente alle stesse condizioni di quella animale.

La necessità di avere a disposizione sempre più energia è stata però in molti casi un elemento di stimolo per tentare di utilizzare le fonti inesauribili che l’uomo vedeva intorno a sé.

Già i Fenici sfruttavano l’energia del vento, grazie all’adozione della vela, che alzata su un’imbarcazione, permetteva di risparmiare i muscoli dei rematori.

I Romani furono maestri nell’usare l’energia del movimento dei corsi d’acqua attraverso macchine che la trasformavano da energia idraulica ad energia meccanica.

La storia della ricerca di nuovi o sempre più efficienti metodi di sfruttamento dell’energia coincide con la storia del progresso tecnico scientifico dell’umanità.

La richiesta di energia aumenta continuamente: da una parte i paesi più sviluppati consumano sempre più energia, di pari passo con lo sviluppo della tecnologia, superando abbondantemente il fabbisogno che sarebbe necessario; dall’altra anche nei paesi poveri, parallelamente alla crescita enorme della popolazione, c’è una enorme richiesta di energia.

Il nostro pianeta, quindi, è assetato di energia.

Attualmente, la maggior parte dell’energia che si consuma proviene dai combustibili fossili, cioè: carbone, petrolio e gas naturali, e in quantità minori dai minerali di uranio.

Queste, però, sono fonti destinate ad esaurirsi, perché la loro formazione nel sottosuolo richiede tempi lunghissimi, molto più lunghi di quelli che l’uomo impiega a consumarli. Perciò sono dette fonti non rinnovabili.

E’ stato calcolato, infatti, che se si continua ad attingere a queste fonti con lo stesso ritmo attuale, entro il 2050 avremo consumato il 70% di combustibili fossili, che finiranno completamente entro il 2150; è vero, perciò, che per ancora 100 anni e più non c’è pericolo immediato, ma i nipoti dei nostri figli potrebbero trovarsi in un mondo privo di petrolio e di carbone.

Abbiamo anche delle fonti di energia alternative che hanno il vantaggio di essere fonti rinnovabili e ci riferiamo: all’energia del Sole, quella ricavabile dall’idrogeno, l’energia del mare, dei moti ondosi, dei venti e alla bioenergia (cioè energia ricavabile dai liquami animali e da altri rifiuti organici).

Occorre prima di tutto suddividere le diverse fonti di energia disponibili in due grandi gruppi: le fonti primarie, dette anche rinnovabili o inesauribili, e le fonti secondarie, dette anche non rinnovabili o esauribili.

Non è una suddivisione di poco conto perché le prime, pur creando meno problemi per l’ambiente, sono usate in maniera minore (perché alcune di esse sono difficilmente gestibili allo stato attuale delle conoscenze); le seconde, al contrario, diffuse e facilmente utilizzabili, possono provocare anche forme di inquinamento ambientale.

  

Quest’altra mappa ci permette di avere una visione immediata delle varie energie utilizzate sulla Terra e da cosa sono ricavate.

  

Le fonti di energia inesauribili: geotermica, del vento, della marea, delle onde, idroelettrica ed energia di biomassa non risolveranno i problemi energetici mondiali. Ma esse sono, possono essere e saranno importanti su scala locale.

La fusione nucleare potrebbe risolvere tutti i nostri problemi energetici, ma c’è bisogno di superare molti problemi tecnici prima che essa possa essere resa comune e commercializzata.

La produzione di elettricità usando la fusione deve attraversare il collo di bottiglia della conversione di energia da termale in energia meccanica che è in effetti inefficiente.

La fonte di energia di cui discuteremo è l’energia solare diretta, che risolverà tutti i problemi energetici della società, ma non adesso.

Ci si aspetta che il suo utilizzo efficiente su larga scala diventi realtà nel 21-esimo secolo (probabilmente nella seconda metà).

Il suo più grande pregio, a parte il fatto che è libera, inesauribile, universalmente disponibile e non inquinante è che può essere convertita direttamente in elettricità, diversamente da altre fonti di energia.

Una legge varata nel maggio del 1982 sullo sviluppo di queste fonti di energia ha rappresentato un primo dato concreto, a livello politico che induce a sperare in una svolta decisiva nello sfruttamento delle risorse energetiche.

Le tecnologie alternative rappresentano un'importante opportunità, ma non una panacea per l'economia energetica dell’America.

Il loro contributo a lungo termine è considerato come una possibilità di superare le restanti barriere tecniche e di costo, soprattutto attraverso un’intensificata attività di ricerca e sviluppo.

Le iniziative sull’energia alternativa, della National Energy Strategy, sono basate su queste conclusioni e su una chiara comprensione dei contributi che ci si possono e non ci si possono aspettare dall’energia alternativa.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2011 02:04